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23/05/2012
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Fun Cup - SPA stregata per gli azzurri

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Strani i casi delle corse: 10 anni a inseguire il risultato di stare davanti a tutti alla mitica 25 Ore Fun Cup di Spa-Francorchamps, e di nuovo un ritorno in Italia con le pive nel sacco per i nostri piloti. E dire che quest’anno le premesse per farci un pensierino c’erano eccome, con almeno 4 equipaggi in grado di impensierire seriamente gli specialisti belgi: a partire da Fun Frecce Tricolori di Bonacini-Lasagni-Moccia-Villa-Palopoli passando per Fun MIHC Sport di Chimentin-Carlotto-Memmola-Bianchet-Stefanelli, proseguendo con Fun GDL Racing 3 di De Lorenzi-Giagnacovo-Guazzini-Pozzi e finendo con Fun BD Racing di De Castro-De Castro-Calcinati-Mantori-Ferri-Tresoldi. Alla fine ci hanno provato un po‘ tutti gli 11 equipaggi italiani arrivati a Spa con grandi ambizioni, ma il risultato ha parlato ancora una volta lingua vallone. Evidentemente c’è qualcosa che sfugge, nella messa a punto delle strategie, ai team italiani.

Forse non è il sistema migliore partire col coltello tra i denti come ha fatto Bergamaschi (con Richard, Coia, Zampieri e Vizzini su Fun Ezio’s Friends/BD Racing), che dopo la prima ora aveva recuperato 22 posizioni ed al cambio piloti aveva ceduto la vettura al 2° posto assoluto: un quarto d’ora dopo la macchina era 55a! E pure non è salutare percorrere 3 soli giri, dopo l’accensione del semaforo verde, e rimanere subito 40 minuti ai box col cambio rotto, ritrovandosi 219i su 221 dopo una sola ora di gara, come successo a Fun Frecce Tricolori: uno scherzetto da mettere in ginocchio un elefante! Forse allora bisogna fare come Fun MIHC Sport: ottime qualifiche (7a fila su 62), miglior tempo nel warm-up, tanto per avere la certezza che tutto funzionasse a meraviglia, ottima partenza e 6° posto dopo 1 ora, 4° dopo 4 ore, sempre nei primissimi fino ad essere addirittura 3° assoluto e poi, dopo 19 ore di speranze e illusioni, un arrivederci a tutti, anzi, un addio, con la turbina esplosa –e insieme alla turbina, svaniti anche sogni e aspettative di un risultato eclatante. O forse è giusto fare come Fun GDL 3, autore di una prestazione maiuscola in prova (addirittura in 2a fila) e poi partita veloce (7a dopo la prima ora) e capace di amministrare la meccanica anche a scapito di sacrificare le prestazioni: un 12° posto finale è pur sempre una soddisfazione, soprattutto se maturato con una coscienza di gara scrupolosa che non ha messo in crisi la meccanica. Cosa che invece è puntualmente accaduta a quasi tutte le altre vetture: detto di Fun Frecce Tricolori che, superata la doccia fredda iniziale, hanno recuperato fino alla 30a posizione finale, è meglio non elencare i problemi di Fun BD Racing, Fun Ezio’s Friends e Fun Autoazzurra di Zumerle-Maranelli-Frazza-Righini-Larciprete-Marchesini, alle prese con surriscaldamenti che mandavano in tilt la meccanica, oltre a rotture di cambi, frizioni e semiassi, così come è meglio dimenticare i numerosi incidenti in cui si è trovata coinvolta Fun GDL 1/The Cats di Pedon-Pedon-Gatta-Cappelletti-Ortis. Chi è uscito indenne dai guai meccanici, originati soprattutto da una calura infernale ed inimmaginabile per la zona delle Ardenne (36°C in pista, oltre 70°C in macchina!), ha poi avuto la soddisfazione di portare a casa un risultato soddisfacente: così Fun Doyen Auto 1 di Catalano-Cocconi-Bettera-Pindari-Tramontozzi-Tambussi-Lusuardi e Fun GDL Racing 2 di Perazzini-Perazzini-Cioci-Misatti-Di Lauro. Hanno sempre viaggiato a ritmi elevati, hanno rintuzzato bene i problemini che comunque si sono presentati ed hanno concluso rispettivamente 17i e 18i, separati tra loro da soli 25 secondi dopo 25 ore di gara.

Ma allora cosa bisogna fare per vincere questa stregatissima 25 ore di Spa? Forse la ricetta giusta è quella di Fun M&Ms (i belgi Verdonck-Soulet-Martin-Mathieu): pole position in gara, 70° attardato di 2 giri alla fine della prima ora, guardingo nel risalire le posizioni fino a tarda notte e poi, col fresco, pronto ad affondare in una serie di giri record, per poi amministrare il vantaggio quando il caldo ha ripreso il sopravvento: 41° alla 3a ora, 28° alla 5a, 14° alla 9a, 11° alla 11a, 2° alla 14a e poi praticamente sempre 1° fino sul traguardo. E gli altri? Fun Orhes Sephya 1 dei francesi Pernaut-Sersot-Breard-Hoquet, dopo aver condotto per metà gara, ha chiuso 10a a 11 giri; Fun TTM 1 degli altri francesi Merafina-Orgeval-Riviere-Guivert, per quasi tutta la gara in lotta con il leader, ha chiuso 6a a 10 giri; MPM Racing dei belgi Pulinx, Verbist, Fumal, Duval e del finlandese Palttala, minacciosa nella seconda parte della gara, è sparita nell’ultima ora, finendo 19a a 24 giri. Chi invece è sempre stata per tutte le 25 ore a ridosso dei primi è stata Fun Astur Car di Piron, Delrez, Delva e dell’italiano Nale, che con il 5° posto finale risulta il miglior pilota nazionale classificato in 10 anni di partecipazione, anche se, purtroppo, non con una squadra italiana.

Ma allora, che cosa bisogna fare per tornare felici e soddisfatti da questa stregatissima 25 Ore Fun Cup di Spa-Francorchamps? Magari non mettere il risultato in cima alla scala dei valori, ma considerare l’aspetto „fun“ come prioritario. E‘ quello che da alcuni edizioni fa l’equipaggio di Fun Taxi, che ogni anno ripropone l’idea, nata da Alberto Bergamaschi, uomo di comunicazione di Continental Italia –la multinazionale a cui fa capo Uniroyal, fornitore unico dei pneumatici di Fun Cup-, di portare in gara ospiti seduti al posto del passeggero: „E‘ un’iniziativa a metà tra la simpatia ed il team building che rivolgiamo agli ingegneri della sperimentazione di Fiat Group Automobiles, con cui abbiamo uno stretto rapporto di collaborazione nel primo equipaggiamento, e ad alcuni giornalisti del settore“ spiega Bergamaschi. „Quest’anno ce n’erano 21, portati in giro in mezzo ad altre 120 macchine da me e dal nostro collaudatore Alberto Richard per tutte le 25 ore di gara. Bisogna vederli, i passeggeri, quando scendono dopo il proprio turno: adrenalina alle stelle, aria allucinata, loquacità irrefrenabile per almeno 2 ore, in cui si raccontano l’un l’altro ogni metro percorso sul circuito, e soddisfazione che traspira da tutti i pori. E poi, tecnicamente parlando, abbiamo anche l’occasione per dimostrare che gli Uniroyal RainSport 2 funzionano a meraviglia, tanto è vero che in 25 ore di gara più 3 ore di prove non abbiamo sostituito un pneumatico che sia uno!“

Obiettivo centrato, dunque: ospiti entusiasti, vettura perfetta senza alcun problema, se si esclude una uscita di strada e la sostituzione del cavo dell’acceleratore, un’inezia nell’economia di una competizione così dura, un ruolino che su una Fun Cup monoposto avrebbe significato un risultato tra i primi 10 assoluti. Forse è questo lo spirito per „godere“ davvero dell’avventura della gara monomarca in pista più lunga del mondo.

 

 

Englebert, produttore belga di materiali in gomma, costruiva pneumatici dal 1895 per conto proprio e anche per Continental. Dal 1985, dopo la fusione con la US Rubber, cambiò denominazione sociale in Uniroyal Englebert.

Uniroyal, l’inventore del "pneumatico pioggia", dal 1979 è un marchio europeo primario del gruppo Continental AG di Hannover.

Con un fatturato intorno ai 20 miliardi di euro riferito al 2009, il Gruppo Continental è uno dei primi fornitori dell’industria automobilistica nel mondo. Come produttore di pneumatici, sistemi frenanti, sistemi e componenti per motore e telaio, strumentazione, soluzioni per informazione ed elettronica di bordo e parti tecniche in elastomeri, l’impresa offre un forte contributo alla sicurezza nella guida e alla protezione globale dell’ambiente. Continental è inoltre un partner competente nel campo della comunicazione in rete per autoveicoli. Il Gruppo occupa attualmente circa 138.000 dipendenti in 46 Paesi.

Il Gruppo Continental è il leader di mercato in Europa per pneumatici autovettura e trasporto leggero. Più del 30 percento delle nuove automobili europee escono dalla fabbrica equipaggiate in origine con pneumatici Continental.

La divisione Pneumatici Vettura e Trasporto Leggero progetta e produce pneumatici per autovettura -dalla compatta alla supersportiva-, per 4X4, per van e veicoli commerciali leggeri. Nel 2008 la divisione Pneumatici per autovetture ha venduto in tutto il mondo 111 milioni di pneumatici. La produzione si differenzia nei brand Continental, Uniroyal (con esclusione dei Paesi NAFTA e di Colombia e Perù), Semperit, Barum, General Tire, Viking, Gislaved, Mabor, Matador, Euzkadi, Sime Tyres e, limitatamente a Malesia, Singapore e Brunei, Dunlop. La divisione Pneumatici Vettura e Trasporto Leggero include anche il business Due Ruote (pneumatici per motocicli e biciclette) e società commerciali con oltre 2.200 aziende specializzate nel settore pneumatici e franchising in 13 Paesi.
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