Andrea Cortinovis contro tutto e tutti - Rallyracing.it

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11/02/2012
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Andrea Cortinovis contro tutto e tutti

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Rieccoci qua, pazzi come sempre, pronti ad attraversare mezza Italia pur di stare accanto al nostro equipaggio preferito e per poterlo tifare. Almeno stavolta non facciamo nessuna alzataccia, infatti partiamo alle ore 17 di venerdì 10 luglio, dopo una dura giornata di lavoro che non passava più.

I temerari, in questa avventura, siamo io (Sandro o Dok come vi pare), Matteo, Marco e come ultimo passeggero niente di meno che "papà" Mario, il primo grande tifoso di Andrea. Ci aspettano più di 500 km e dato che il teletrasporto non esiste ancora, ci tocca fare un po' di turni al volante per non addormentarci. Tutto liscio come l'olio fino a Bologna dove, come temevamo, restiamo fermi in colonna per più di un'ora (che due maroni). Dopo una pausa all'autogrill, dove Matteo imposta il Tom Tom "esattamente" sul punto d'arrivo, ripartiamo, anche perché oramai si è fatto buio. Peccato che il punto d'arrivo non fosse così esatto. Infatti dopo essermi guardato attorno dico: "Ma dove 'caaazzzarola' siamo finiti?". Ricontrolliamo tutto e ci accorgiamo di essere andati ben oltre il nostro punto prefissato, quasi 50 km oltre... cosa è successo? Boh, è meglio non saperlo. Perciò dietro front e via, per la giusta destinazione e quando la raggiungiamo si sono oramai fatte le 2 di notte... (fate voi i conti di quanto siamo stati seduti in macchina, dato che il mio fondo schiena lo sa benissimo). Vista l'ora decidiamo di non montare la tenda e di dormire, si fa per dire, direttamente in macchina, idea che risulterà pessima. Infatti verso le 5, Matteo e Marco, non riuscendo a riposare, decidono di andare a fare due passi lungo la prova speciale per cercare le zone migliori da vedere durante la gara, mentre io e Mario restiamo a dormire. Verso le 6:30 i nostri compagni tornano dalla loro "gita" mattutina e tra una chiacchiera e l'altra arrivano le 7.

Naturalmente ho portato i mitici thermos con caffè e the, con l'aggiunta di alcuni biscotti e brioches, decidiamo così di fare colazione. La gara inizia alle 9:26 e quindi ci portiamo in prova, accompagnati da un via vai di commissari che stanno raggiungendo le loro postazioni di controllo. La P.S. dove siamo è la numero 1, denominata Tommi Makinen, lunga ben 37,09 km, mentre la seconda si chiama Colin Mc Rae, di 14,38 km, prove che verranno ripetute 3 volte ciascuna. Alcuni tratti sono gli sterrati usati nella gara mondiale del 1996, belli ed impegnativi. In questo primo passaggio Andrea, navigato come sempre dalla mitica, unica e insostituibile Giancarla Guzzi, parte alla grande ma, purtroppo, davanti a loro c'è Raschi che rompe la sua vettura e fino a fine prova non si ferma, costringendo il nostro equipaggio a restargli dietro non vedendo quasi più la strada a causa della densa polvere alzata. Tutto questo fa perdere al nostro equipaggio un minuto che in un rally di una giornata è un'eternità.

Nella seconda invece tutto bene ed Andrea fa segnare il 12° tempo assoluto. Nel secondo passaggio non ci spostiamo perché Mario vuole vedere se suo figlio passerà più veloce del giro precedente, e dato che ci sono un paio d'ore d'attesa, facciamo pausa pranzo, sorseggiando un buonissimo e freschissimo vino bianco che Mario ha portato con se per l'occasione. Sta per arrivare Andrea e passa talmente veloce che suo padre, dopo averlo incitato gridando "Vai Vai...", prima di una staccata in discesa si mette ad urlare "Frena, frena..." per la paura che non riuscisse a curvare. E' davvero emozionante vedere un genitore quasi con gli occhi lucidi per l'emozione e la tensione prima del passaggio del proprio figlio e, una volta passato, in ansia per sapere il tempo che ha staccato sulla prova. Tempi che abbiamo quasi in diretta grazie a Teo che si collega sempre con il suo cellulare al sito Rallylink.

Anche in questa prova il nostro equipaggio va alla grande staccando l'11° tempo e così decidiamo di andare al parco assistenza situato a Gubbio per supportarli ancora da più vicino. Arrivati, il "mister" della Friulmotor, De Cecco, ci avvisa che Andrea ha chiamato dicendo che al termine della P.S. 3 la sua Peugeot 207, stava prendendo fuoco al posteriore. Questo causato dal distacco di una protezione vicino alla marmitta, che con l'elevata temperatura ha innescato l'incendio, prontamente spento anche con l'aiuto del pilota che seguiva Andrea, "Dedo", utilizzando il suo estintore. Tutto questo ha causato il danneggiamento del freno a mano, risultato inutilizzabile nella P.S. 4, obbligando il nostro pilota a fare un paio di manovre in alcuni tornanti stretti, perdendo così secondi preziosi, riuscendo comunque a fare ancora un 12° posto in questa prova.

Giunti all'assistenza, Andrea e Giancarla, consegnano la macchina ai meccanici, che in 20 minuti di tempo tentano un miracolo per poter sistemare il freno a mano, purtroppo non riu-scendoci. Con la vettura non al massimo le ultime due prove risultano molto impegnative. Andrea non molla e nella P.S. 5 riesce comunque ad abbassare ancora il suo tempo. Ma nella sesta, a 3,5 km dal fine prova, c'è ancora qualcosa che non va, e con difficoltà riescono ad arrivare in fondo. Scopriremo più tardi che è saltato il differenziale posteriore. Finalmente questo rally è finito e malgrado tutto è andato piuttosto bene, infatti il nostro super equipaggio è giunto 13° assoluto, prendendo un punto nella categoria indipendenti e due punti nella categoria CSAI. Ora bisogna solamente arrivare all'arrivo, situato a ben 142 km da Gubbio cioè a San Mauro Pascoli, dovendo percorrere pure l'autostrada (pazzesco). Una volta giunti, ci fermiamo a chiacchierare tutti insieme su come è andata la gara, aspettando che arrivi il turno di salire sul palco per il nostro equipaggio.

Nell'attesa arrivano anche Aldo Riva e Simone Spaccasassi, equipaggio che abbiamo conosciuto nel rally dell'Adriatico, facciamo qualche foto creando così un gemellaggio (infatti tifiamo sempre anche per loro). Aldo ci racconta un aneddoto succesogli durante l'ultimo trasferimento. Fermatosi in un autogrill per prendere un caffè, al momento di ripartire, arriva una coppia di sposi, dove la sposa, vedendo una macchina da rally, gli chiede di fare delle foto con loro. Beh... anche questo fa parte dello "spettacolo". Quest'avventura è quasi finita, non ci resta che ritornare a casina dove, per qualche giorno, racconteremo ai nostri amici le emozioni che abbiamo provato durante questo fine settimana. Alla prossima... naturalmente tifando sempre Andrea!!!

 

Sandro

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