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24/05/2012
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Gruppo B - Storia

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Fino alla fine degli anni '70 le autovetture impegnate nelle categorie maggiori del campionato del mondo di Rally, ossia Gruppo 2 e Gruppo 4, dovevano essere prodotte in almeno 400 esemplari stradali, e per questa ragione venivano utilizzati modelli già in produzione, come ad esempio Lancia Stratos, Fiat 124 Abarth, Fiat 131. Queste vetture erano perlopiù a trazione posteriore e questo ne pregiudicava la capacità di scaricare a terra la potenza, che i team contenevano nell'ordine dei 200/250 cavalli.

Per ovviare a questo limite tecnico la FISA (Fédération Internationale du Sport Automobile) autorizzò a partire del 1979 l'uso nei Rally di vetture a quattro ruote motrici, convinta che i benefici dovuti alla maggiore trazione sarebbero stati annullati dal maggior peso e complessità della trazione integrale.

Il Gruppo B venne introdotto dalla FIA nel 1982 in sostituzione sia del Gruppo 4 (Gran Turismo modificate) che del Gruppo 5 (Gran Turismo prototipo).

Mentre il Gruppo A comprendeva veicoli derivati dalla produzione di serie (almeno 5.000 unità all'anno), limitati per quanto riguarda potenza, peso, tecnologie e costo in generale; venne introdotto con lo scopo di facilitare l'ingresso nelle competizioni dei piloti privati.

Al contrario, il Gruppo B ha avuto poche limitazioni, per ottenere l'omologazione erano necesarie infatti solamente 200 autovetture del modello di base; tecnologia, peso contenuto e potenza libera non potevano che portare a grandi prestazioni. La categoria era studiata su misura per i grandi costruttori di automobili, senza doversi sobbarcare oneri di industrializzazione e produzione in grande serie, avevano a disposizione una categoria per sperimentare liberamente nuovi ritrovati tecnici e per competere per la vittoria assoluta.

Per quanto riguarda il mondo delle competizioni su pista e le gare di tipo endurance, la regolamentazione di Gruppo B non ha riscosso molto interesse, probabilmente offuscata dal grande successo del Gruppo C e dalla mancanza di un campionato esclusivo di rilevanza nel quale gareggiare, tuttavia vetture come Porsche 959 e Ferrari 288 GTO hanno rappresentato la massima espressione su pista di questa categoria.

Il Gruppo B inizialmente era una formula ben riuscita, molti costruttori aderirono al Campionato Mondiale Rally e folle di spettatori sempre più consistenti seguivano le gare. Ma sia i costi che le prestazioni delle vetture aumentarono rapidamente purtroppo anche con tragici epiloghi. Di conseguenza il Gruppo B è stato abolito alla fine del 1986, dal 1987 il Gruppo A è divenuto la massima espressione nei campionati rally fino all'avvento nel 1997 delle World Rally Car e delle regole che le disciplinano.

Dopo l'abolizione nei rally, la regolamentazione di Gruppo B ha trovato un posto adatto nel campionato europeo di Rallycross, con automobili come MG Metro 6R4 e Ford RS200, fino al 1992. Altre case come Audi e Peugeot hanno trovato uno sbocco nella Pikes Peak hill Climb con versioni ancora più performanti dell' Audi Quattro e della 205 T16, quest'ultima è stata impiegata anche nei rally-raids e in particolare nella Parigi-Dakar.

Classi di categoria [modifica]

In base alla cilindrata e al tipo di alimentazione scelta per il motore, le vetture venivano raggruppate in 4 classi, le quali differivano per il peso minimo regolamentare e per il diametro delle ruote via via crescente.

Classi del Gruppo B
Cilindrata motore aspirato Cilindrata motore sovralimentato Peso Diametro delle ruote Auto
2000cc 1428cc 820 kg 20" Renault 5 Turbo
2500cc 1785cc 890 kg 22" Peugeot 205 T16, Lancia Delta S4
3000cc 2142.8c 960 kg 22" Audi Quattro, Lancia 037
4000cc 2857cc 1100 kg 24" Ferrari 288 GTO, Porsche 959

Vetture del Gruppo B [modifica]

Queste sono le vetture più performanti che hanno corso nella categoria Gruppo B:

Renault 5 Turbo [modifica]

Renault 5 Turbo
Renault 5 Turbo

Prodotta all' inizio degli anni ' 80 la piccola berlinetta francese montava un motore da 1550cc in posizione posteriore centrale capace 250 cv, 2 valvole per cilindro, turbocompressore Garret T3. La struttura portante era in acciaio mentre la carrozzeria era costruita con materiali leggeri. La trazione era data dalle sole ruote posteriori e il peso era di circa 950 kg. Esordì al rally di Montecarlo ottenendo un buon 4° posto con Bruno Saby. Successivamente venne creata la seconda versione, la Turbo 2, omologata in gruppo B e modificata nel motore e nella carrozzeria. Infatti la potenza passò a 350cv grazie anche all'aumento della pressione del turbo fino a 2.8 bar ed i passaruota furono notevolmente allargati (di circa 7cm) per alloggiare pneumatici di sezione più larga, specie quelli posteriori. Le prestazioni erano comunque ben lontane da quelle ottenute dai top team, vedi Audi, Lancia e Peugeot e nonostante la grande spettacolarità nel vederla correre sulle speciali e qualche vittoria iridata non riuscì a conquistare nessun titolo costruttori.

 

Audi Quattro Sport [modifica]

Audi Quattro Sport
Audi Quattro Sport

Dopo qualche anno di sviluppo le prime autovetture Gruppo B iniziarono a gareggiare nel 1982: l'Audi Quattro Sport prima auto a trazione integrale permanente a gareggiare nel mondiale rally, dotata di un 5 cilindri turbo di 2.133 cc montato in posizione anteriore longitudinale capage di produrre fino a 450 cv. La trazione integrale veniva da molti addetti ai lavori considerata più un onere che un reale vantaggio, ma l'Audi dimostrò invece la bontà di questa soluzione, riportando diverse vittorie. Questa vettura grazie alle esclusive novità tecniche di cui è dotata, diventa il nuovo parametro di riferimento nei rally. Nel 1983 Hannu Mikkola vince il titolo piloti e nel 1984 la quattro Sport si aggiudica sia il Mondiale Costruttori che il Mondiale Piloti con Stig Blomqvist.

Lancia Rally 037 [modifica]

Lancia 037
Lancia 037

La squadra Lancia torna nei rally con una nuova vettura la 037, un coupé 2 posti dalla linea bassa e filante, con motore in posizione centrale a 4 cilindri di 2.000 cc, sovralimentato tramite compressore volumetrico e capace di 325 cv, la trazione è posteriore. Le soluzioni tecniche di cui era dotata le permettevano di essere molto competitiva sull'asfalto ma fortemente penalizzata sui percorsi sterrati e soprattutto su quelli innevati. Nelle prime stagioni la vettura si dimostra consistente e le vittorie iridate non mancano, tuttavia in seguito viene gradualmente ma inevitabilmente sopravanzata dalle Gruppo B di nuova generazione a trazione integrale e sovralimentate da turbocompressori, che permettono potenze maggiori. Nel 1983 la Lancia vince il Campionato Mondiale Costruttori, il campionato Europeo e il campionato Italiano.

 

 

Peugeot 205 T16 [modifica]

Peugeot 205 T16
Peugeot 205 T16

Nel 1984 la Peugeot entra nel mondo dei rally con una vettura di nuova concezione, mentre le precedenti Gruppo B erano derivate da modelli stradali già esistenti, la casa automobilistica francese realizzò un'auto appositamente per questo regolamento pur mantenendo per questioni di marketing una forte somiglianza con il modello di serie della propria utilitaria: la Peugeot 205 T16; dotata di un motore 4 cilindri di 1.775 cc, 16 valvole, sovralimentata da un turbocompressore KKK, in grado di produrre 350 cv, per una migliore ripartizione dei pesi il propulsore è montato in posizione centrale trasversale appena dietro i sedili dei piloti, il moto alle ruote è affidato ad un sistema di trazione integrale permanente, la carrozzeria in kevlar-carbonio ricalca abbastanza fedelmente quella della normale vettura di serie. Già nel primo anno di gare coglie alcune importanti vittorie rivelandosi una temibile avversaria per l'Audi Quattro Sport e Lancia 037, nel 1985 conferma la bontà del progetto conquistando il primo titolo mondiale sia piloti che costruttori. Nella stagione 1986 viene aggiornata nella versione EVO 2 con motore da 560 cv e vistose appendici aerodinamiche per permettere maggiore trazione, con questo modello la Peugeot vince nuovamente il titolo piloti e costruttori.

Audi Quattro Sport S1 [modifica]

Audi Quattro Sport S1
Audi Quattro Sport S1

Per contrastare le Gruppo B di nuova generazione, l'Audi schiera nel 1985 una nuova vettura, Audi Quattro Sport S1, la trazione integrale e il propulsore 5 cilindri turbo vengono montati su un telaio con passo accorciato, la carrozzeria è in materiale composito per risparmiare peso, ci sono vistosi allargamenti delle carreggiate, grandi spoiler e il sistema di raffreddamento dei componenti del motore viene posizionato nel bauletto posteriore. Il propulsore viene potenziato a 560 cv, tuttavia il peso superiore e la dislocazione anteriore del motore rendono la vettura meno maneggevole, affetta da sottosterzo rispetto alle altre Gruppo B a motore centrale. Nemmeno l'ultima evoluzione di motore da 600cv sviluppata nel 1986, rende la vettura in grado di competere per la vittoria nelle gare. Le ultime versioni di quest'auto furono realizzate per le gare in cronoscalata sul monte di Pikes Peak, negli Stati Uniti. Con Walter Rohrl, Michele Mouton e il pilota locale Bobby Unser. Tutti e tre fecero segnare nuovi record per questa corsa.

 

Austin Metro 6R4 [modifica]

Austin Metro 6R4
Austin Metro 6R4

Unica vettura di gruppo B a montare un motore V6 da 3.000 cc aspirato in posizione centrale longitudinale. La potenza massima era di circa 410 cv erogati attorno ai 9.000 giri/min e di conseguenza mostrava delle grosse perdite ai bassi regimi. La 6R4 era dotata della trazione integrale e debuttò nel 1985 al Rally RAC con un buon terzo posto. Nel mondiale 1986 non si registrano risultati importanti. I progetti di eventuali sviluppi della vettura vennero vanificati con l'abolizione del gruppo B a fine anno.

Toyota Celica Twin-cam Turbo [modifica]

La vettura di casa Toyota in quell'epoca era famosa non tanto per le sue prestazioni in sé (era potente, ma troppo pesante), ma perloppiù per il dominio che aveva nelle gare africane come il Safari Rally o il Rally della Costa D'Avorio.

Lancia Delta S4 [modifica]

Lancia Delta S4
Lancia Delta S4

Nel Rally RAC, ultima gara del mondiale '85, si era affacciata, dominando fin dal debutto la scena, una nuova vettura, capostipite di una stirpe che segnerà la storia dei rally degli anni successivi, la Lancia Delta S4. Prima automobile al mondo ad utilizzare un doppio sistema di sovralimentazione con compressore volumetrico Volumex e turbocompressore KKK, poteva sprigionare 580 cv. Le altre Case però non stanno a guardare: Peugeot schiera una T16 alla sua massima evoluzione, e Audi una Quattro sport S2. Ormai giunti all'esasperazione tecnica, queste vetture vengono accomunate alle Formula 1 degli stessi anni sia per prestazioni che per costi sostenuti, ma risultano spesso difficili da controllare in situazioni limite, tanto che verranno soprannominate i mostri. Lancia domina a Montecarlo, prima gara della stagione, e Peugeot al successivo Rally di Svezia. Alla prima tappa della terza prova del mondiale, in Portogallo, accade quanto in molti temevano fin dall'incidente di Bettega: la Ford RS200 di Joaquim Santos esce di strada tra due ali di folla. Il bilancio è terribile: 3 morti e oltre 30 feriti, di cui alcuni in modo molto grave. Gli altri piloti, spaventati dall'accaduto, si rifiutano per la prima ed unica volta nella storia dell'automobilismo di continuare la corsa. Non c'è nemmeno il tempo di riprendersi dalla tragedia, perché nel Rally di Corsica di quello stesso anno Henri Toivonen che correva con 38 di febbre, ed il suo navigatore Sergio Cresto, fino in quel momento in testa, impattano contro alcuni alberi, perdendo la vita nel rogo della loro S4. Ormai è fin troppo chiaro che queste vetture non sono più gestibili su strada, quindi la FISA decide di dare un colpo di spugna sulle Gruppo B e di cancellare le nuove Gruppo S (prototipi con motori limitati a 300 cv di potenza) che avrebbero dovuto esordire l'anno successivo.

Ford RS200 [modifica]

Dopo alcuni anni di assenza ai massimi livelli, nel 1985 la Ford debutta nella categoria Gruppo B, schierando una nuova vettura molto evoluta per aerodinamica e telaio, la Ford RS200, spinta da un motore di 1.780 cc turbocompresso, capace di 500 cv, trazione integrale. L'omologazione per i rally nella categoria Gruppo B arrivò però solo nel febbraio del 1986, da li a poco la FIA decise di sopprimere questo tipo di vetture, la macchina era ancora in fase di sviluppo percui nonostante un buon potenziale non colse significativi risultati nei rally mondiali.

 

Gruppo S [modifica]

Il Gruppo S naque come sostituto del Gruppo B nel campionato del mondo rally durante la stagione 1986. Dopo l'incidente di Henri Toivonen si decise di limitare la potenza massima delle vetture a 300cv. Ma alla fine si decise di lasciare le sole categorie Gruppo A e Gruppo N.

Prima della cancellazione definitiva, era già sicura la partecipazione al Gruppo S delle seguenti vetture:


 

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