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24/05/2012
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Storia Gr. B

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Il Gruppo B è stata la maggiore categoria del campionato del mondo Rally dal 1983 al 1986, quando venne abolita.

Storia

Precedentemente all'avvento di questo nuovo gruppo, durante gli anni '70, le autovetture impegnate nel campionato del mondo rally erano rappresentate dai Gruppo 2 e Gruppo 4. L'omologazione per uso rallystico (fiche) di queste vetture richiedeva la produzione di 400 esemplari stradali. Un ruolo importante in questa fase del panorama rallystico fu svolta da due auto italiane: Lancia Stratos, Fiat 124 Abarth, Fiat 131. Il potenziale di queste autovetture era intorno ai 200/250 cavalli e le trazioni erano di tipo posteriore.
A partire da 1979 la FISA (Fédération Internationale du Sport Automobile), equivalente della FIA del giorno d'oggi, l'uso nei Rally di vetture a trazione integrale. Su questa base, e per invogliare le case costruttrici allo sviluppo di questa tecnologia, venne istituita una nuova categoria sperimentale, denominata Gruppo B. In questo gruppo era consentita l'omologazione di automobili prodotte in basso numero di esemplari (200 unità) ed era consentito l'uso di soluzioni sperimentali e nuove tecnologie.

Questo gruppo interessò parecchie case costruttrici, sia nei rally che su pista. A livello rallystico le vetture che la fecero da padrone in quegli anni furono:

1982: Audi Quattro
1983: Lancia Rally 037 (trazione posteriore)
1984: Audi Quattro Sport
1985: Peugeot 205 T16
1986: Lancia Delta S4

L'inizio alle danze dei gruppi B fu dato dall'Audi Quattro; della casa tedesca è anche il primato di prima auto a trazione integrale permanente a gareggiare nel mondiale rally. In quell'anno il campionato è dominato dall'Audi, che vince il campionato costruttori , mentre il Campionato Piloti va a Walter Rõhrl su Opel.

1983: Lancia Rally 037
L'83 è l'anno del dominio della Lancia, putroppo in ritardo rispetto alla casa tedesca nello sviluppo di una trazione integrale, con la sua 037, che vince su ogni terreno aggiudicandosi il Mondiale Costruttori, il campionato Europeo e il campionato Italiano. Il Mondiale Piloti va invece a Hannu Mikkola, su Audi quattro.

1984: Audi Quattro Sport
L'Audi si affaccia al 1984 con nuove tecnologie e nuove rivoluzioni. Trova nascita, infatti, l'Audi Quattro Sport: alla trazione integrale e al propulsore turbo a 5 cilindri viene abbinato il telaio corto ed una carrozzeria in materiali compositi. Grazie alle innovazioni e alla considerevole riduzione di peso la quattro Sport regna incontrastata e si aggiudica sia il Mondiale Costruttori che il Mondiale Piloti con Stig Blomqvist.

1985: Peugeot 205 T16
Entra in gioco anche la regina francese la Peugeot 205 T16. Il nuovo progetto d'oltrealpe si presenta subito competitivo: alle vittorie seguono i titoli. La il 205 T16 già alla prima gara intimorisce la casa tedesca infliggendo a Montecarlo ben 5 minuti all'Audi iridata. Alla Peugeot andranno entrambi i titoli, quello Piloti con Timo Salonen. Arrivano però i primi timori verso questi mostri, in quell'anno, al Tour de Corse, accade un tragico evento che getterà lo sconforto sul rallysmo mondiale e nazionale: Attilio Bettega ha un incidente con la sua Rally 037, e muore.

1986: Lancia Delta S4
Nel l'ultima gara del mondiale del'85 si affaccia sul mondo rallystico un uragano dal nome Lancia Delta S4. Subito è dominio su tutti i fronti: una nuova vettura che sarà la capostipite di una stirpe reale che segnerà per sempre la storia dei rally negli anni successivi. La S4 fu la prima vettura al mondo a montare un doppio sistema di sovralimentazione: compressore volumetrico Volumex e turbocompressore KKK. Si mormora che la sua potenza si aggirasse attorno ai 560 cavalli, malgrado la sua cilindrati di soli 1759 cc. (l'Audi S2 nell'ultima evoluzione prima del ritiro nel 1986 aveva 600 cv). Le altre Case reagiscono: i francesi, sempre sul progetto T16, e Audi una Quattro sport S2. In quell'anno le auto da rally raggiunsero l'esasperazione tecnica, soluzioni sempre più complesse e costose erano studiate e portate in gare dalle case costruttrici e ormai non erani seconde neanche alle sorelle costose e iper tecnologiche che calcavano le piste del circus della Formula 1; la doppia faccia, della medaglia, era però alle porte: le auto erano ormai sempre più difficili da controllare per i piloti.

In Portogallo il pilota locale Joaquim Santos perde il controllo della sua la Ford RS200, esce di strada tra due ali di folla e succede l'irreparabile: 3 morti e oltre 30 feriti, di cui alcuni in modo molto grave. I piloti toccati dall'accaduto si rifiutano per la prima ed unica volta nella storia dell'automobilismo di continuare la corsa. Al Rally di Corsica, però u nuovo lutto segna il mondo dei rally Henri Toivonen ed il suo navigatore Sergio Cresto, fino in quel momento in testa, impattano perdendo la vita nel rogo della loro S4. Dopo questo tragico incidente, e visti i precedenti la FISA decide che è ora di sostituire i Gr. B, fermando anche lo sviluppo dei futuri Gr. S: l'imperativo fu uno....ripartire.

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