Rudy Michelini - Passato e futuro - Rallyracing.it

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04/02/2012
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Rudy Michelini - Passato e futuro

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RallyRacing inaugura una nuova sezione del suo portale, la sezione dedicata alle interviste ai protagonisti del nostro mondo, coloro che tengono viva la nostra passione: i rally. Nella nostra idea questo diventerà un appuntamento mensile e ogni volta metterà a "nudo" un protagonista diverso, indagando nella sua vita sportiva e non, mostrando il lato umano di persone che domenica dopo domenica rendono vivo questa passione. Ovviamente le nostre interviste spazieranno dal pilota di fama internazionale al pilota di passione al fine di accontentare anche i tifosi più attenti ed esigenti. Scegliere il primo a passare sotto le nostre sgrinfie è stato difficile, ma come è vero Rallyracing ha il suo salotto virtuale in toscana ed è cosi che abbiamo voluto iniziare da un pilota toscano una giovane promessa destinato a diventare un riferimento nel mondo dei rally italiani: Rudy Michelini.

Ciao Rudy, prima di tutto ti ringrazio per questa intervista in esclusiva a Rallyracing e ai fans del tuo sito e di facebook. Come prima intervista non potevo chiedere di meglio se non il futuro dei rally italiani.

rudy_michelini_copyTutti sanno che sei una giovane promessa dei rally italiani... anzi diciamo pure, visto i risultati di questi ultimi due anni, che sei il futuro dei rally italiani, ma non tutti conosco il Rudy ragazzo. Il tuo esordio risale al 1997 come navigatore su una 205 Gr. A. Poi nel 1999 sei passato sul sedile sinistro. Da cosa nasce questa tua passione per i rally?

Sicuramente la passione per i motori l'ho scritta nel DNA e si è manifestata fin da piccolo, quando mio nonno mi portava a vedere le ricognizioni, che allora si facevano con le vetture sportive, e la gara del Rally dello Zoccolo, ora chiamato Rally Città di Lucca.

Se, come spettatore, ho iniziato presto, posso dire altrettanto come sportivo: ricordo con piacere la mia esperienza con le due ruote, nello specifico il Motocross, sport praticato dall'età di 12 anni... Qualche anno dopo  sono passato alle 4 ruote.

Ho iniziato, come detto precedentemente, da navigatore,  perché allora era l'unico modo per poter partecipare alle gare e comunque ritengo tale esperienza utile, indispensabile e ricca di soddisfazioni. Successivamente, quando alcune aziende hanno cominciato a sostenermi e ad avere fiducia in me, ho pensato di iniziare a divertirmi con volante e cambio, passando quindi al sedile di sinistra.

 

Dal 1999 ad oggi hai costruito una carriera strepitosa con stupendi risultati. Tutti ricordiamo la strepitosa vittoria del TRA nella classe s1600. Ci vuoi raccontare cosa porti come ricordo positivo e come ricordo negativo della stagione passata?

La stagione 2008 penso sia da incorniciare: 8 gare disputate, 5 primi di classe nel TRA, 1 primo assoluto in coppa Italia, 1 terzo posto conquistato al Motorshow ed un solo ritiro.

Ho molti ricordi piacevoli... Per citare i più importanti: le 5 vittorie di classe in un campionato del quale prendevo parte per la prima volta, e, soprattutto, il "miracolo"compiuto dai ragazzi del Team, che hanno sostituito la frizione e il  cambio in soli 18 min, proprio quando stavo lottando la classe con Bocchio al Rally della Marca.

Il ricordo negativo invece rimane l'uscita di strada durante la disputa dell''Appennino Reggiano, quando ero in sfida per la conquista della classe con il forte pilota locale Vellani.

 

Dal TRA, campionato impegnativo e avvincente, sei passato quest'anno al CIR e per di più con una vettura come la Peugeot 207 S2000. Il risultato non è comunque cambiato... i risultati sono stati ottimi e hai stupito tutti per la tua adattabilità di guida e per la tua velocità. Ci racconti in breve la piccola auto francese  e le tua impressioni in merito?

La 207 super 2000 è una vettura fantastica, molto professionale quindi difficile da portare al limite, permette di azzardare, ma nello stesso tempo richiede una prestazione  molto tecnica.

 Una vera macchina da corsa.

Il  budget limitato che avevamo a disposizione quest'anno non ci ha permesso di effettuare la quantità giusta di  test per sistemarla in vista dei diversi impegni che siamo andati ad affrontare, quindi ci siamo trovati in gara a fare continue regolazioni, perdendo tempo prezioso.

Per conoscere a fondo una  super2000 c'è bisogno di molto tempo, quindi di percorrere molti Km a bordo della vettura, adattarla al proprio stile di guida e ai percorsi da affrontare... Posso dire che abbiamo iniziato a portarla al limite, forse anche sorpassandolo, al Rally di Sanremo.

Delle gare del CIR, tenendo conto che hai corso solo le gare su asfalto, quale ti è piaciuta di più e quale di meno?

Tutte le gare del CIR mi sono piaciute: ammetto che il Rally di Sanremo, grazie alla sua 'atmosfera, al parco macchine in gara, alla presenza dei media, riesce a spiccare in mezzo alle altre tappe in Italia.

Prendere parte ad un Rally che, fino a pochi anni fa, vedeva tra i partecipanti i migliori piloti del mondo, porta sempre con sé emozione e orgoglio.

Purtroppo per un banale errore non me lo sono potuto godere fino alla fine.

 

Un filo conduttore della tua carriera è l'Erreffe Rally Team di Agostino Roda e la scuderia Movisport, fucina di molti campioni, raccontaci un po' il tuo rapporto con Agostino Roda e con la scuderia figlia di Zelindo Melegari.

Con il Team Erreffe siamo alla la quarta stagione di collaborazione: ormai per me è una famiglia!

La squadra è formata da ragazzi con tanta passione, voglia di crescere e competenza: solo con questi ingredienti si raggiungono certi risultati.

Tutti loro si sono messi sempre a mia disposizione per far ciò che le stagioni fossero soddisfacenti.

Quindi posso solo ringraziarli per il lavoro che hanno svolto!

La Movisport è una realtà ormai conosciuta in tutta italia. Faccio parte di questa scuderia dal 2007:  hanno dato sempre il massimo per me, poi non ci dimentichiamo che Basso ha mosso i primi passi nel Rally grazie a loro!

Colgo l'occasione per ringraziare la Movisport per il supporto che mi hanno dato in queste tre stagioni.

 

Ma quello che più interessa ai tuoi fans è sicuramente il rapporto con il tuo amico Michele Perna. Da amici tutti battute e scherzi fuori dalla macchina ad attenti e rigorosi in vettura... anche se... i tuoi camera car ci hanno abituato a siparietti in prova speciale. Raccontaci cosa più ti piace dell'amicizia e del rapporto di naviga con Michele... e i suoi difetti! Tranquillo a Michele non gliela facciamo leggere l'intervista!

L'esordio in gara con Michele è stato, l'anno scorso, il Rally del Carnevale e ci siamo subito portati a casa la vittoria dell'assoluta... Quindi il feeling c'è stato immediatamente e ciò è fondamentale all'interno dell'abitacolo.

Conosco Michele da diversi anni, il nostro è sempre stato più un rapporto superficiale che di amicizia; adesso le cose sono cambiate,  è anche un amico con il quale posso confidarmi, quindi non solo per parlare di Rally.

Mi ha insegnato molto e penso che sia la persona adatta per stare al mio fianco.

In macchina l'atmosfera è sempre tranquilla e allegra.. In trasferimento scherziamo e ridiamo come penso sia giusto, per smorzare la tensione. In prova speciale invece la cosa cambia, siamo concentrati al massimo, anche se ogni tanto la battuta scappa!

Difetti di Michele? Bella domanda... sicuramente difetti impercettibili perché non saprei cosa risponderti.

 

Passiamo ad altre due passioni della tua vita...che tra l'altro ho scoperto che condividiamo... lo sci e il motocross. Raccontaci un po' l'approccio con queste due specialità... una più bella e faticosa dell'altra.

Pratico lo sci fin da piccolo,  mi piace molto e, quando posso, la domenica vado a sciare all'Abetone  insieme agli amici... Quando invece ho maggior disposizione di giorni liberi, mi regalo dei  weekend sulle Alpi.

Il cross, come ho detto precedentemente,  invece è stata la mia passione  fino a circa 6 anni fa. Mi piacerebbe molto montare di nuovo in sella di una moto,  ma purtroppo il tempo non me lo permette...Il rally ormai è diventato un secondo lavoro e mi lascia poco spazio per altre discipline.

 

Promesso siamo all'ultima domanda e poi ti lascio in pace. Ci racconti cosa speri per il tuo futuro agonistico e se hai in progetto qualcosa di particolare che puoi raccontarci.

Vuoi concludere con una domanda impegnativa! Bè, logicamente il mio sogno, ma anche il mio augurio, è di arrivare a correre in una squadra ufficiale e far diventare la mia passione una vera professione.

So che non è un'impresa facile:  mi sto impegnando con tutte le forze per raggiungere i miei obiettivi!

Progetti in vista per il prossimo anno? Sicuramente riprendere parte al campionato Italiano, con la speranza di riuscire a trovare il budget necessario per disputare tutte le gare previste in calendario.

 

Infine... ti ringrazio per questa intervista e ti lascio spazio per i ringraziamenti.

Ringrazio gli amici che mi seguono ormai da diversi anni;  la mia ragazza; gli sponsor che senza di loro non potrei sicuramente far parte di questo mondo;  i miei genitori che mi hanno permesso di cimentarmi in questo sport, nonostante le preoccupazioni iniziali;  i fans, che soprattutto nell'ultimo anno sono cresciuti molto di numero ed è sempre una grande soddisfazione vedere i loro striscioni lungo le prove speciali; Michele, navigatore ma, soprattutto, amico, che mi ha aiutato a crescere ed infine la Erreffe, che ha messo sempre a mia disposizione macchine ultra competitive e una squadra di meccanici affiatati e competenti.

Grazie anche a te e allo staff di Rally Racing, che mi avete contattato per questa bella intervista!!

Intervista by Mario Marconi

 

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